MESSAGGIO PER 1119 CITTADINI

Il 20 maggio scorso avevamo inviato ai Sindaci di Quiliano, Vado Ligure e Savona una petizione affinché si facessero interpreti presso Trenitalia dell’esigenza di un potenziamento del servizio passeggeri nella nostra stazione.
Oggi possiamo dare una buona notizia: i Sindaci Isetta e Gilardi ci hanno comunicato il raggiungimento di un primo obiettivo dei due da noi richiesti: dal 14 settembre il Treno Regionale 12278 in partenza da Savona alle ore 18,55 per Ventimiglia farà sosta anche nella nostra stazione.
GRAZIE quindi nostri due Sindaci, i quali stanno impegnandosi in un percorso più ampio e articolato circa la mobilità locale, in particolare per la miglior integrazione tra il servizio ferroviario e il Trasporto Pubblico Locale.
GRAZIE anche alla Regione, a TPL e a Trenitalia.
Ma c’è un ma: spiace dover rimarcare che nel comunicato stampa dei Sindaci, Vivere Vado non è stato nemmeno citato quale promotore dell’iniziativa.
Non si tratta di voler rivendicare una qualche vittoria , ma crediamo che una sana relazione debba poter contare sul riconoscimento dei rispettivi contributi ad una causa comune, e il resoconto corretto e completo di come sono andate le cose è l’ingrediente principe.
Allo stesso modo Vivere Vado riconosce che la sua azione a nulla sarebbe servita senza le firme dei 1119 cittadini.
Quindi deve andare a loro il primo GRAZIE: un’azione dal basso significa cittadinanza attiva e fiducia nella istituzioni: non è poco di questi tempi.
In allegato il riscontro pervenuto dai Sindaci Isetta e Gilardi.

PASSATO IL FERRAGOSTO TEMPO DI BILANCI ESTIVI

…stessa spiaggia stesso mare, nuovi topi
Dal Piazzale Marittimo
Persiste l’uso improprio del piazzale, esattamente come l’anno scorso; anzi, quest’anno gli sgraditi ospiti sono arrivati prima del solito, forse complice il solleone.
Piazzale Marittimo si è confermato area di campeggio libero con tutto ciò che serve a un sereno soggiorno in riva al mare: tende, panni stesi, barbecue e uso di spiaggia privata.
(Alleghiamo alcune foto)
Sappiamo che conoscono il problema la Polizia Municipale, la Capitaneria di Porto, l’Autorità di Sistema e… chi più ne ha più ne metta: senza aver ottenuto alcun risultato.
Evidentemente il problema è di difficile soluzione.
Ma allora chi abita o transita in zona deve rassegnarsi al degrado e Vado deve subire un’immagine negativa di sé?
Continuiamo ad essere convinti che il Sindaco dovrebbe pretendere da AdSP una gestione adeguata del territorio di sua competenza, comprese le nuove spiagge generate dalla piattaforma container.
In assenza di assunzione di tale responsabilità, lo stesso Sindaco dovrebbe rendere visibile il confine che, sul piazzale, separa le rispettive responsabilità dei due Enti.
Se ci sono zone “franche” lasciate a se stesse, sia almeno chiaro a chi competerebbe la gestione.
Chiediamo che finalmente si passi ai fatti, e che non trascorra invece un altro anno di inerzia e di silenzio totale sul tema.
Predicar bene e razzolar male
Dal sito del nostro Comune: “Decoro urbano e pulizia, Comune e SAT fanno il punto: più derattizzazione, controlli e interventi sul territorio. Si comunica che è avvenuto un incontro operativo tra Amministrazione e Azienda per programmare le azioni durante l’estate“.
Osservazione 1: Ci sembra un po’ tardi programmare interventi estivi a fine luglio (l’articolo è del 22 luglio)
Osservazione 2: Ci sarebbe piaciuto che l’articolo, oltre all’enunciazione informasse anche quali interventi sono stati programmati: noi non abbiamo notato nulla.
L’unica azione percepita è stata l’Ordinanza sindacale sulla derattizzazione (peraltro non affidata a SAT) che, a distanza di un anno da quella precedente, ribadisce l’obbligo per i privati ad intervenire sui propri spazi.
Alcuni cittadini si sono rivolti a noi per protestare. Abbiamo difeso anche questa volta la decisione dell’Amministrazione, compreso l’obbligo di attestazione dell’avvenuto intervento: ciascuno deve fare la propria parte di fronte a un problema comune.
Ma chi controlla che il Comune faccia a sua volta la propria parte?
Già lo scorso anno i dati hanno dimostrato che il controllo degli erogatori di esca non era condotto a dovere, come noi avevamo segnalato.
Ribadiamo questa nostra percezione non solo per quanto riguarda il centro città ma anche per la zona dei giardini a mare e della scogliera, di cui i topi hanno preso possesso.
La sera il passeggio degli umani si svolge in contemporanea con quello di decine di topi grossi come gatti che fanno la spola tra la scogliera e l’aiuola dell’Erba della Pampa che, si sa per esperienza di Piazza Borra, rappresenta una dimora privilegiata per i topi.
Vivere Vado come forza ambientalista ama il verde, ma crediamo di difendere l’interesse pubblico -nonché il dettato dell’Ordinanza- chiedendo di estirpare quei cespugli e sostituirli con altra essenza.
P.S.
È sotto gli occhi di tutti che gruppi di adolescenti che vivono il territorio in violazione delle regole della comunità; si tratta di un problema ben più importante di quelli esposti, che esige una riflessione dedicata.

SOLE E MARE NON CI FANNO SCORDARE I LAVORATORI DEL CANTIERE CASSONI

Sul tema prosegue il silenzio del nostro Sindaco, che preferisce parlare di rivoluzione vadese, di sviluppo, di milioni del PNRR, di palazzetto, di eventi estivi.

 

Eppure la parola SFRUTTAMENTO –di lavoratori, di minori, di prostituzione– legata ad un territorio rappresenta un tema così sensibile e trasversale che dovrebbe far balzare dalla poltrona ogni sindaco che abbia cultura civica e politica, quale sia la sua appartenenza partitica.

 

Invece, persino dopo la presa di posizione e l’azione del sindacato, da sempre alleato dell’Amministrazione vadese e allineato alle sue scelte, silenzio colpevole.

 

Possibile che abbia partecipato a tutti i tavoli aperti (da quello dell’area di crisi complessa con Regione ai vari Protocolli d’Intesa per la legalità: quello del 2017 della Prefettura; quelli più recenti, relativo uno alla diga di Genova e l’altro all’attivazione dello “Sportello informativo lavoro e sviluppo”) solo per far clamore senza saper incidere per migliorare lo sviluppo economico di Vado?

 

A post chiuso e pronto per la pubblicazione apprendiamo due notizie che aggravano la situazione.

 

Notizia 1
Il Governo ha avviato un iter di riforma che esonera le aziende committenti dalla responsabilità legale nei confronti delle imprese che lavorano in appalto: una prospettiva che pare scritta appositamente per “risolvere” i problemi del caporalato messi in evidenza dalla costruzione della diga di Genova.
Notizia 2
Ai lavoratori indiani che hanno lavorato alla costruzione dei cassoni la RBB Solutions ha offerto 500 euro mensili per i mesi di maggio, giugno, luglio, allo scopo di chiudere alla buona il contenzioso: una cifra e una modalità di trattativa duramente denunciate dai sindacati.
Questi aggiornamenti confermano l’attualità del nostro post e l’importanza, per tutti, di tenere il problema in agenda.

Non è casuale la data della pubblicazione…
Pubblichiamo oggi, 8 agosto
“Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”
Per non dimenticare lo sfruttamento di ieri.
Per non chiudere gli occhi su quello di oggi.

Resoconto Consiglio Comunale del 30 luglio 2026

Punto 6: Variazione di assestamento generale del bilancio di previsione 2026/2028

Abbiamo espresso voto contrario poiché si tratta di pratica di bilancio.
Il bilancio è uno strumento di programmazione di grande rilevanza politica e amministrativa, perché ci dà il quadro dei risultati attesi dall’Amministrazione, in termini di erogazione di servizi e soddisfacimento dei bisogni collettivi.
Poiché esso è correlato al Programma di mandato della maggioranza, profondamente diverso dal nostro per contenuto e approccio metodologico, abbiamo espresso voto contrario, come per tutte le altre pratiche relative al bilancio stesso. (Questa motivazione è/sarà riportata in tutte le pratiche relative al bilancio).

DIFFIDA A VIVERE VADO per aver divulgato fotografie del cantiere di via Sabazia

IL NOSTRO COMMENTO

Il contenuto della diffida

 

La diffida affronta due questioni:

  1. La violazione della privacy: fotografie degli operai al lavoro.
  2. Nostra interrogazione al Sindaco sul rischio di future conseguenze negative derivanti dall’opera.

 

Riguardo al punto 1 il nostro legale ha smontato l’accusa in punta di diritto: non solo le maestranze non sono riconoscibili, ma qualora lo fossero la diffida sarebbe dovuta eventualmente pervenire direttamente dagli interessati.

 

Riguardo al punto 2 MACFER, la Società incaricata dell’esecuzione dell’opera, non ha alcun titolo per intervenire su legittime azioni istituzionali di un Gruppo consiliare, che ha tra i suoi compiti quello di rendersi interprete di preoccupazioni diffuse tra la popolazione.

Preoccupazioni che peraltro la risposta all’interrogazione non ha fugato. (vedasi link all’interrogazione, alla risposta del Sindaco, alla nostra replica, qui:

https://www.viverevado.it/resoconto-consiglio-comunale-del-11-giugno-2026/ ).

 

NOTA BENE:

Sappiano i nostri lettori che MACFER ha attribuito a Vivere Vado altre accuse non corrispondenti al vero:

  • accusa di “spettacolarizzare la protesta sulla pelle dei lavoratori“: una vera idiozia che si smentisce da sé;
  • accusa di aver accompagnato le immagini con “una narrazione che insinua selettivamente -e in contrasto con la documentazione ufficiale – anomalie nelle opere e rischi per la pubblica incolumità“: in realtà le foto non erano corredate da alcun commento, ma semplicemente dalla seguente didascalia: Reportage fotografico dell’avanzamento lavori da febbraio 2025 a luglio 2026;
  • accusa di aver usato le foto quale “strumento di mobilitazione politica”: purtroppo la finalità era solo informativa perché non esiste mobilitazione capace di contrastare tale opera. Lo dimostra il fatto che il nostro programma elettorale 2024 indicava quale unico obiettivo la riduzione del danno.

 

Chi c’è dietro le quinte?

 

La diffida è giunta tramite posta elettronica ordinaria e, benché il nostro indirizzo civico fosse noto perché citato, non abbiamo nemmeno ricevuto lettera raccomandata.

 

Guarda caso invece la diffida è stata inviata per conoscenza al Sindaco via PEC: tanto basta per dare risposta alla domanda del titolo.

Perché questa nostra sicurezza?

 

Perché Vivere Vado non fa certo paura a RFI né tantomeno alla società MACFER: non sanno nemmeno chi siamo e, in forza dell’autorizzazione all’opera, possono procedere con tranquillità indipendentemente dalle posizioni nostre e di chiunque altro.

La diffida è chiaramente figlia di una velina di qualcuno che sottobanco si fa togliere i sassolini dalla scarpa da terze persone.

 

Prove di quanto diciamo? Nessuna.

 

Sappiamo però che il nostro Sindaco ci mette o no la faccia a seconda della convenienza. Ce la mette quando deve pubblicizzare una iniziativa della sua Amministrazione; non ce l’ha messa ai tempi dell’ipotesi rigassificatore, non ce l’ha messa in campagna elettorale rifiutando ogni confronto pubblico, non ce l’ha messa negli ultimi due anni palesandosi sul cantiere di via Sabazia una sola volta dall’inizio del suo mandato, nonostante l’insorgere di continue problematiche.

 

Ora che la gente comincia a capire le conseguenze nefaste del progetto, è probabile che voglia intimidirci in modo che smettiamo di attaccarlo.

 

Non si illuda: finché avremo voce parleremo, perché la nostra controparte non è mai stata né MACFER nè RFI, che hanno giustamente fatto i propri interessi con un’opera il più economica possibile: la nostra controparte è proprio il Sindaco, che ha dato il proprio assenso al progetto contro l’interesse della nostra città.

 

P.S.: Sia chiaro: un gol il Sindaco lo ha segnato: non ci ha fatto piacere dover pagare un avvocato per rispondere alla diffida.

 

Ma questo è il prezzo minore, al confronto dell’essere acquiescenti all’assurdità di quest’opera, che ricadrà sul futuro dei vadesi.

 

Vado Ligure, 31/07/2026