UNA SCELTA DA IMITARE

Riceviamo da Azienda Baudino srl e volentieri diffondiamo.
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Efficienza energetica e fotovoltaico: un investimento strategico
In passato, la nostra azienda sosteneva un costo annuo di 58.000 euro per l’energia elettrica, a cui si aggiungevano circa 8.500 euro di spese per il riscaldamento a gas.
Dopo la conversione totale all’illuminazione LED, abbiamo ridotto il costo elettrico a 43.000 euro annui, mantenendo invariato il consumo di gas. Ma non ci siamo fermati qui.
Oggi, grazie all’impianto fotovoltaico installato sul tetto di Ego, non solo copriamo l’intero fabbisogno di illuminazione (che nel frattempo è aumentato del 40%), ma contiamo di estendere il riscaldamento anche in modalità elettrica, riducendo ulteriormente la dipendenza dal gas.
In prospettiva, questo ci consentirà non solo di azzerare le spese energetiche, ma addirittura di generare un margine positivo.
L’investimento:
• Costo totale dell’intervento: 273.000 euro.
• Contributo a fondo perduto Regione Liguria: 40%. 109.200 euro.
• Finanziamento agevolato (8 anni, tasso 1,5%): 40% 109.200 euro.
• Quota a carico diretto dell’azienda: 20% 54.600 euro, coperto con risorse proprie.
Un intervento intelligente, che ha beneficiato di strumenti pubblici e finanziari, ma soprattutto di un approccio imprenditoriale attento e responsabile.
Per sei mesi ho studiato, analizzato tecnologie e soluzioni, comparato costi e prestazioni prima di affidare i lavori. Oggi posso dire, senza presunzione, di avere maturato una competenza tecnica concreta nel campo del fotovoltaico.
Questo percorso dimostra quanto sia possibile – e necessario – fare impresa con visione, cultura tecnica e coscienza ambientale, trasformando un costo in un’opportunità.
ALLEGO:
– Grafico della resa del 24 maggio 2025
– Resa dell’anno 2025
– Foto del tetto di Ego

Maersk delocalizza in India l’Intelligenza artificiale, ma una licenziata fa causa al colosso danese

Un po’ di chiarezza!

https://genova.repubblica.it/cronaca/2025/05/21/news/maersk_delocalizza_anche_l_intelligenza_artificiale_ia_ma_una_licenziata_fa_causa_al_colosso_danese_piattaforma_vado_ligure_-424453408/?fbclid=IwY2xjawKbrn5leHRuA2FlbQIxMABicmlkETA4WjBBaFZYYXhyNEQ1a0RvAR4A-EOVaPcwDFdmj9w4fIH77eSau0wtBpQ4OrBBpRcrm4DoXohPAguYyvrdZw_aem_4W5asIPVBTE-j2TFgKacbA

RESPINTO IL RICORSO AL TAR DI ECOSAVONA

Apprendiamo con grande soddisfazione la notizia: è stato respinto il ricorso al TAR di EcoSavona contro il nostro Comune per opere non autorizzate nel cantiere di ampliamento della discarica del Boscaccio.
Ringraziamo la Giunta -vecchia e nuova- e gli Uffici, che sono stati giustamente intransigenti nel chiedere il rispetto della legge.
E diciamo vergogna per il comportamento di EcoSavona, che pretende di fare quel che vuole a casa nostra, in barba alle norme. Altro che richiesta di risarcimento del danno!
Vivere Vado ha ragioni di ritenere EcoSavona un soggetto inaffidabile, ragione per cui bisogna che l’Amministrazione e i cittadini tutti tengano gli occhi sempre bene aperti monitorandone le azioni.

ESPLOSIONE IN DEPOSITO ENI A CALENZANO COMUNICATO CONGIUNTO

ESPLOSIONE IN DEPOSITO ENI A CALENZANO COMUNICATO CONGIUNTO:

RETE NORIGASS NOGNL

 

PER IL CLIMA-FUORI DAL FOSSILE

 

 

 

Di fronte alla tragedia che si è consumata a Calenzano la mattina di oggi 9 dicembre, nella raffineria ENI in cui è esplosa un’autocisterna durante le manovre di carico e scarico, con un tragico bilancio di vittime, feriti e dispersi, il primo nostro pensiero non può che essere di profondo cordoglio per le persone che hanno perso la vita e di grande affetto e vicinanza a chi ha subito danni, fisici, materiali e psicologici.
La stessa vicinanza esprimiamo a tutte le lavoratrici e lavoratori dell’impianto e del settore, che si trovano esposti a drammatici eventi come questo.
Non dimentichiamo che le conseguenze per il territorio circostante e la salute delle persone che ci vivono, con la dispersione nell’aria di diossine, idrocarburi e loro derivati, rimarranno per un lungo periodo e non sono al momento quantificabili, ma indubbiamente rivestono un concreto pericolo, tanto che il Sindaco ha diramato l’ordine alla popolazione di non uscire di casa e non aprire le finestre.
Per altro, la legge (Direttiva Seveso 3), che va applicata in tutti i casi come questo impone norme tassative, fra le quali persino il divieto di consumare prodotti agricoli della zona, e tanto altro ancora.
Eventi come questo mettono in luce l’altissimo livello di pericolosità di tutte le strutture deputate al trasporto, lo stoccaggio e la lavorazione degli idrocarburi.
L’evento ci ricorda altri drammatici episodi avvenuti nel tempo in diversi luoghi del nostro Paese, che ancora oggi hanno ripercussioni sulla salute, sull’ambiente, sul disastro climatico e sulla qualità della vita.
Tutte vicende nelle quali le preoccupazioni delle popolazioni erano sempre state zittite garantendo che quelle strutture erano “sicure”.
Le norme di sicurezza sono a tutt’oggi inadeguate, i controlli sono evidentemente insufficienti; più ingenerale, continuare a stipare nei nostri territori un’infinità di impianti deputati alla gestione delle fonti energetiche fossili, rende tutto il Paese un’enorme area di alto rischio, rispetto alla quale andrebbero preparati, pubblicizzati, sperimentati dettagliatissimi piani di emergenza.
Sembra una vera e propria beffa, di fronte alla tragedia consumatasi oggi, il fatto che nelle settimane passate a Ravenna (altra area satura di strutture legate all’estrattivismo fossile) si è tenuta, per iniziativa della Prefettura, con grande risonanza mediatica, la simulazione non già di un incidente rilevante, ma di un possibile “attacco di ambientalisti” contro un impianto.
Ovviamente chiediamo che si inizi subito l’opera di bonifica delle zone colpite, ma anche di tutte le aree che presentano elementi di rischio d’incidente, di pericolo per la salute e di distruzione dell’ambiente; pretendiamo che si investa molto e molto di più sulla sicurezza e ci si decida a varare un vero Piano per la prevenzione degli incidenti nei posti di lavoro, che ogni anno sono causa di una vera e propria strage continuata; e soprattutto ribadiamo la convinzione che vada imboccata subito la strada di una vera transizione ecologica, a partire dall’abbattimento (e non la mistificazione delle “compensazioni”) delle emissioni inquinanti e climalteranti, che significa innanzi tutto stabilire una moratoria su tutti i progetti di espansione delle opere al servizio delle fonti fossili, e viceversa accelerare (senza mettere continui bastoni fra le ruote, come oggi avviene) i processi di riconversione verso un sistema basato sulle fonti rinnovabili e soprattutto sul risparmio energetico, l’efficientamento, la produzione diffusa e decentrata.
D’altronde, il consumo dei fossili, del gas in particolare, da anni sta diminuendo, ed è assurdo insistere nell’implementazione di strutture che vanno a vantaggio solamente del profitto dei colossi dell’estrattivismo.
La vita delle persone, la salute delle popolazioni, la tutela dell’ambiente, il futuro delle giovani generazioni, sono molto più importanti dei lauti profitti dei padroni del fossile.

9 dicembre 2024

VIVERE VADO aderisce alla Rete NoRigass NoGnl