Resoconto Consiglio Comunale del 30 luglio 2026

Punto 6: Variazione di assestamento generale del bilancio di previsione 2026/2028

Abbiamo espresso voto contrario poiché si tratta di pratica di bilancio.
Il bilancio è uno strumento di programmazione di grande rilevanza politica e amministrativa, perché ci dà il quadro dei risultati attesi dall’Amministrazione, in termini di erogazione di servizi e soddisfacimento dei bisogni collettivi.
Poiché esso è correlato al Programma di mandato della maggioranza, profondamente diverso dal nostro per contenuto e approccio metodologico, abbiamo espresso voto contrario, come per tutte le altre pratiche relative al bilancio stesso. (Questa motivazione è/sarà riportata in tutte le pratiche relative al bilancio).

DIFFIDA A VIVERE VADO per aver divulgato fotografie del cantiere di via Sabazia

IL NOSTRO COMMENTO

Il contenuto della diffida

 

La diffida affronta due questioni:

  1. La violazione della privacy: fotografie degli operai al lavoro.
  2. Nostra interrogazione al Sindaco sul rischio di future conseguenze negative derivanti dall’opera.

 

Riguardo al punto 1 il nostro legale ha smontato l’accusa in punta di diritto: non solo le maestranze non sono riconoscibili, ma qualora lo fossero la diffida sarebbe dovuta eventualmente pervenire direttamente dagli interessati.

 

Riguardo al punto 2 MACFER, la Società incaricata dell’esecuzione dell’opera, non ha alcun titolo per intervenire su legittime azioni istituzionali di un Gruppo consiliare, che ha tra i suoi compiti quello di rendersi interprete di preoccupazioni diffuse tra la popolazione.

Preoccupazioni che peraltro la risposta all’interrogazione non ha fugato. (vedasi link all’interrogazione, alla risposta del Sindaco, alla nostra replica, qui:

https://www.viverevado.it/resoconto-consiglio-comunale-del-11-giugno-2026/ ).

 

NOTA BENE:

Sappiano i nostri lettori che MACFER ha attribuito a Vivere Vado altre accuse non corrispondenti al vero:

  • accusa di “spettacolarizzare la protesta sulla pelle dei lavoratori“: una vera idiozia che si smentisce da sé;
  • accusa di aver accompagnato le immagini con “una narrazione che insinua selettivamente -e in contrasto con la documentazione ufficiale – anomalie nelle opere e rischi per la pubblica incolumità“: in realtà le foto non erano corredate da alcun commento, ma semplicemente dalla seguente didascalia: Reportage fotografico dell’avanzamento lavori da febbraio 2025 a luglio 2026;
  • accusa di aver usato le foto quale “strumento di mobilitazione politica”: purtroppo la finalità era solo informativa perché non esiste mobilitazione capace di contrastare tale opera. Lo dimostra il fatto che il nostro programma elettorale 2024 indicava quale unico obiettivo la riduzione del danno.

 

Chi c’è dietro le quinte?

 

La diffida è giunta tramite posta elettronica ordinaria e, benché il nostro indirizzo civico fosse noto perché citato, non abbiamo nemmeno ricevuto lettera raccomandata.

 

Guarda caso invece la diffida è stata inviata per conoscenza al Sindaco via PEC: tanto basta per dare risposta alla domanda del titolo.

Perché questa nostra sicurezza?

 

Perché Vivere Vado non fa certo paura a RFI né tantomeno alla società MACFER: non sanno nemmeno chi siamo e, in forza dell’autorizzazione all’opera, possono procedere con tranquillità indipendentemente dalle posizioni nostre e di chiunque altro.

La diffida è chiaramente figlia di una velina di qualcuno che sottobanco si fa togliere i sassolini dalla scarpa da terze persone.

 

Prove di quanto diciamo? Nessuna.

 

Sappiamo però che il nostro Sindaco ci mette o no la faccia a seconda della convenienza. Ce la mette quando deve pubblicizzare una iniziativa della sua Amministrazione; non ce l’ha messa ai tempi dell’ipotesi rigassificatore, non ce l’ha messa in campagna elettorale rifiutando ogni confronto pubblico, non ce l’ha messa negli ultimi due anni palesandosi sul cantiere di via Sabazia una sola volta dall’inizio del suo mandato, nonostante l’insorgere di continue problematiche.

 

Ora che la gente comincia a capire le conseguenze nefaste del progetto, è probabile che voglia intimidirci in modo che smettiamo di attaccarlo.

 

Non si illuda: finché avremo voce parleremo, perché la nostra controparte non è mai stata né MACFER nè RFI, che hanno giustamente fatto i propri interessi con un’opera il più economica possibile: la nostra controparte è proprio il Sindaco, che ha dato il proprio assenso al progetto contro l’interesse della nostra città.

 

P.S.: Sia chiaro: un gol il Sindaco lo ha segnato: non ci ha fatto piacere dover pagare un avvocato per rispondere alla diffida.

 

Ma questo è il prezzo minore, al confronto dell’essere acquiescenti all’assurdità di quest’opera, che ricadrà sul futuro dei vadesi.

 

Vado Ligure, 31/07/2026

COMUNICATO DEL MOVIMENTO “VIVERE VADO”

Il Movimento «Vivere Vado» informa la cittadinanza di aver rimosso in data 11/07/2026 le fotografie pubblicate sul proprio sito internet e sulla propria pagina Facebook relative al cantiere per la soppressione del passaggio a livello di Via Sabazia, a seguito di una diffida ricevuta da Macfer S.p.a, Società incaricata da RFI dell’esecuzione dei lavori.

Pur ritenendo pienamente legittima l’attività di informazione e di partecipazione civica svolta nell’interesse della collettività e pur non condividendo le contestazioni mosse, il Movimento ha ritenuto opportuno procedere alla rimozione delle fotografie in via prudenziale, al solo fine di evitare l’instaurazione di un contenzioso giudiziario che avrebbe comportato un significativo impiego di tempo e di risorse, senza che ciò possa essere interpretato quale riconoscimento della fondatezza delle contestazioni formulate.

Il Movimento continuerà a svolgere, con senso di responsabilità e nel pieno rispetto della legge e dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, la propria attività di informazione, di proposta e di controllo dell’operato della maggioranza consiliare nell’interesse della comunità vadese, nella convinzione che il confronto pubblico costituisca un valore essenziale della vita democratica.
20.07.2026

CANTIERE CASSONI: ERANO SOLO OMBRE

Il nostro porto, simbolo della rinascita economica nazionale, dopo il primato raggiunto per il traffico di droga, è di nuovo in prima pagina per lo scandalo sul caporalato.

Tutte le autorità hanno fatto a gara nello stracciarsi le vesti, ma nessuna si è assunta un pezzetto di responsabilità o ha fatto un minimo mea culpa.
Ma almeno per omessi controlli qualcuno avrà pure chiuso qualche occhio.

Davvero è così facile per chiunque entrare in porto?

Davvero i fatti sono arrivati persino a noi (https://www.viverevado.it/il-lavoro-sul-cantiere-cassoni…/) e non al nostro Sindaco?

La sua dichiarazione, del tutto inopportuna in questa triste occasione, conferma il solito servilismo di chi teme di inimicarsi i potenti: “Operazione di queste dimensioni… portano un importante beneficio sul territorio grazie alla presenza di centinaia di lavoratori. Si viene a creare un importante volano per l’indotto ma è necessario che la filiera degli appalti e dei subappalti venga monitorata con grande attenzione”.
Noi crediamo invece che siano proprio le grandi opere quelle che, in assenza di una adeguata gestione, più facilmente possono sfuggire al controllo: la piattaforma di Vado ha fatto scuola in tal senso, anche se Gilardi non lo sa.

Un’ignoranza perfettamente in linea con un ridicolo punto del suo programma elettorale:
“Chiunque cerchi di commettere atti criminali a Vado Ligure non troverà spazio”!!!

IN ULTIMO:
L’indagine si riferisce a fatti del 2024: le notizie alla base del nostro articolo invece sono attuali.
Ci chiediamo: le cose stanno andando avanti come prima?

COMPLETATO L’ASSEDIO DI PORTO VADO

Accordo 2008 sottoscritto dal Sindaco Giacobbe (vicesindaco Giuliano): impegno di Autorità Portuale alla “copertura del parco ferroviario nei tratti più prossimi alle abitazioni”.
Accordo 2018 sottoscritto dal Sindaco Giuliano (vicesindaco Gilardi): impegno cancellato e sostituito da un “sistema di protezione acustica”.
2026: ecco la fotografia del risultato.