I PRIMI SERVIZI OPERATIVI SULLA PIATTAFORMA: NOTIZIA INCOMPLETA

NUOVE LINEE PER LA NUOVA PIATTAFORMA DI VADO … SIAMO SICURI?

Se si prendono per buone le notizie sui giornali locali sembra di si…

 

ma andando a consultare qualche testata di settore i dettagli chiariscono il quadro: MAERSK sposta traffici da Genova e da Spezia verso la nuova base Vadese… come dire che non rischia nulla e forse qualcosina risparmia con buona pace di chi immagina uno sviluppo della portualità ligure.

Leggi qui (the meditelegraph)  e  qui (infomare)  gli articoli completi

 

Lungomare di Vado Ligure sempre disastrato- …si è vero ci ripetiamo…

ENNESIMA MAREGGIATA CANAGLIA

 

Da due anni Vado assiste, impotente, alla sistematica distruzione della sua passeggiata di levante: non si riesce a concludere un intervento che una nuova mareggiata lo cancella.

Sicché il cantiere è sempre aperto: a rendere disagevole il transito ciclo-pedonale, ad offendere quel che resta del nostro paesaggio marino e della nostra dignità cittadina.

Da parte sua, anche la Spiaggia Libera Attrezzata è pronta a capitolare e a trasferirsi.

Sono stati eretti muri, muretti, massicciate (tutti con soldi pubblici). Manca solo una processione con esorcista che allontani il malocchio.

 

Sino a quando si dovrà subire questa situazione?

Non siamo qui a negare l’evidenza dei cambiamenti climatici in atto, ma a denunciare chi nega un fatto altrettanto evidente: che MAI, prima della costruzione della piattaforma, il mare aveva colpito così duramente. E guarda caso proprio lì, dove il danno era stato previsto da esperti di dinamiche marine.

 

E pensare che per anni ci è stato orgogliosamente ricordato che i soldi della nuova passeggiata (tutti soldi pubblici, compresi quelli del Bilancio comunale) erano stati ottenuti proprio grazie alla piattaforma. Ricordate i rendering volti ad entusiasmare i cuori dei vadesi verso un futuro radioso?

Ora quel futuro è arrivato, e ben visibile sotto gli occhi di tutti: la piattaforma si riprende, con gli interessi, quel che ci aveva magnanimamente dato.

Tutto questo era peraltro scritto nella Valutazione di impatto Ambientale con la quale la Regione Liguria ha autorizzato l’ultima variante alla Piattaforma come si può leggere in questo estratto:

 

A Vado non resta che stare a guardare, con la coda tra le gambe,

l’ennesima prova dell’arroganza dei potenti

che si crede più forte delle leggi che governano la natura.

ne avevamo già parlato qui e qui 

GRANDI NOVITA’

 

CHE NOTIZIE!!

1) Il 12 dicembre non si inizia davvero: fino ad ora nessuno aveva avuto il coraggio di dirlo ad alta voce.
2) Non di dice però che Porto Vado, e parte di Vado Ponente, sono già a pieno regime con i rumori causati notte e giorno dalle prove di carico.
2) Toti con nonchalance fa diminuire i posti di lavoro di 101unità rispetto all’ultimo accordo.
3) Non lo diciamo più soltanto noi: Signorini informa che ogni giorno transiteranno almeno un migliaio di mezzi pesanti
4) La Giuliano è di nuovo soddisfatta; ma si sa, lei si accontenta di poco. Magari tra qualche mese salterà di nuovo sulla sedia per difendere i vadesi …
E avanti così , per arrivare indenne alla fine del mandato e saltare su un’altra sedia. O poltrona .

 

Scaramucce d’amore

COMUNE – AUTORITÀ PORTUALE

FALSA CRISI MATRIMONIALE

 

Storicamente, tutte le volte che le Giunte di Vado si sono alleate con l’Autorità Portuale e con la Regione per ottenerne vantaggi e sviluppo, quello che hanno ottenuto è stato invece uno sfacelo per il territorio, l’impossibilità di un altro futuro per le persone che lo abitano, a fronte di un modesto incremento lavorativo.
Adesso la Giunta attuale ha pure la faccia tosta di presentarsi ai cittadini come difensore della città in opposizione ai cattivi di Autorità Portuale, sebbene continui ad essere, nei fatti, il suo braccio operativo, che si accontenta di margini di azione residuali.

Ben diversa deve essere la dialettica tra un Comune portuale e Autorità: l’oggetto del contendere deve essere il progetto di città e il suo complessivo sviluppo armonico.

Su questo piano la resa di Vado è evidente: la Giunta Giuliano da sempre è d’accordo con il disegno strategico di una Vado a monocoltura portuale; un paese usato come porto, retroporto e pure angiporto, a loro piacimento.

Questo noi abbiamo sempre sostenuto e continuiamo a sostenere, prove alla mano.

 

Consiglio Comunale – 22 novembre 2019

 

ATTENZIONE – Il Consiglio del 22/11 discuterà anche una importante pratica “fuori sacco” (ritirata dal Sindaco nel Consiglio del 5/11), questa:

5 – SCHEMA DI ADDENDUM ALLA CONVENZIONE URBANISTICO-EDILIZIA, AI SENSI DELL’ART. 12 DELLA L.R. N. 10/2012 E S.M., PER LA REALIZZAZIONE DI VIABILITA’ RETROPORTUALE E NUOVI VARCHI DOGANALI IN COMUNE DI VADO LIGURE.-

Consiglio Comunale – 22 novembre 2019

 

Per ogni Consiglio Comunale motiviamo il nostro eventuale voto contrario a specifiche delibere.

Punto 2 all’Odg: Trattandosi di una pratica di bilancio abbiamo espresso voto contrario.

Il bilancio è uno strumento di programmazione di grande rilevanza politica e amministrativa, perché ci dà il quadro dei risultati attesi dall’Amministrazione, in termini di erogazione di servizi e soddisfacimento dei bisogni collettivi.

Poiché esso è correlato al Programma di mandato della maggioranza, profondamente diverso dal nostro per contenuto e approccio metodologico, abbiamo espresso voto contrario, come per tutte le altre pratiche relative al bilancio stesso.

(Questa motivazione è/sarà riportata in tutte le pratiche relative al bilancio)

 

Punto 5 all’Odg (quello fuori sacco): Ci siamo astenuti

Premessa: nel 2017 il Consiglio Comunale aveva votato una Convenzione tra Comune ed Autorità Portuale, relativa ad una futura viabilità: l’attuale via Trieste sarebbe diventata ad esclusivo uso portuale e, in cambio, l’A.P. avrebbe realizzato una strada alternativa (collegamento dal MOLO 8.44 alla via alla Costa).

Visti i ritardi accumulati da A.P., il Consiglio Comunale di oggi è stato chiamato a firmare una modifica della Convenzione e un nuovo cronoprogramma, che prevede un percorso provvisorio.

Ci siamo astenuti lasciando alla Maggioranza l’intera responsabilità dell’assenso perché, pur avendo evidenziato molte debolezze nella nuova Convenzione, comprendiamo che siamo in emergenza e che la pratica deve “necessariamente” passare prima del 12 dicembre (data di avvio dell’operatività della piattaforma); infatti, a partire da quella data, via Trieste non condurrà più sull’Aurelia ma terminerà all’ingresso del VIO; cioè servirà solo al traffico portuale.

È perciò interesse di Vado avere una strada alternativa.

Nel nostro intervento abbiamo rilevato quanto segue:

1) Abbiamo corretto alcune informazioni che negli ultimi mesi la stampa locale ha comunicato in modo inesatto:

    1. Nuova via Trieste: a lavori conclusi (ottobre 2022) le due viabilità (urbana e portuale) saranno sì separate ma bisogna tener presente che il nostro porto si trova in area urbana (ad es. la superstrada continuerà ad accogliere le due tipologie di traffico).
    2. Disponibilità parcheggi: mentre la stampa ha dato notizia di nuovi parcheggi per camion come contropartita ottenuta recentemente dal Comune, la delibera conferma che i parcheggi sono più o meno gli stessi già previsti nella delibera del 2017. Anzi, sono stati eliminati 8 stalli per mezzi leggeri; inoltre gli stalli per mezzi pesanti sono scesi da 38 a 35: numeri comunque irrisori rispetto alle potenzialità del terminal.
    3. Nuovo casello: fonti di stampa hanno dato notizie diverse di fine lavori: nel 2023 e nel 2024. In realtà tutto è rimasto ancora come previsto nell’aggiornamento dell’Accordo del 2017: ultimazione dei lavori nel 2022. La data è decisamente risibile, se si pensa che Autostrade deve ancora procedere al rilievo dell’area.

 

2) Abbiamo criticato i motivi addotti da Autorità Portuale per giustificare i ritardi accumulati.

A nostro parere si tratta di maldestri tentativi di salvare la faccia. Infatti parlare di “imprevisto e imprevedibile rinvenimento di manufatti materiali” e di “problematiche ambientali connesse ai terreni e alla falda” non è giustificabile se si conosce appena un po’ la storia del nostro territorio. Abbiamo inoltre affermato che se davvero i motivi del ritardo fossero stati fondati, il Sindaco, ragionevolmente dal suo punto di vista, avrebbe potuto comprendere, trovare  nuovo accordo, rivedere i tempi bonariamente. Invece i rapporti con A.P. sembrano essersi via via guastati e il Sindaco, per ottenere il dovuto, si è dovuta servire di un incarico ad un legale, di una diffida, di una denuncia alla stampa con richiesta di Commissario…

Ben vengano estremi rimedi a mali estremi, ma ciò dimostra che la disponibilità della Giunta vadese verso la piattaforma non è ricambiata: ancora una volta Autorità Portuale non mostra alcun interesse per quanto dovuto a Vado in fatto di mitigazioni e compensazioni dell’opera. Il Comune ne esce sempre sconfitto.

 

3) Abbiamo individuato debolezze nella nuova Convenzione:

    1. Le modifiche apportate al cronoprogramma lo definiscono: “…in modo più rispondente alle necessità delle parti”. Ciò non è vero: il nuovo cronoprogramma risponde solamente alle “esigenze funzionali dell’opera”: il Sindaco avrebbe dovuto far depennare la frase poiché la necessità dei vadesi non è quella di allungare i tempi, ma di ottenere la strada alternativa definitiva al più presto.
    2. Penalità previste in caso di ritardi:
      • Nel Consiglio Comunale del 4 novembre scorso, il Sindaco aveva ritirato questa pratica perché A.P. aveva deciso di svincolare dai ritardi la somma di € 200.000 prevista a favore del Comune. Invece oggi ha dovuto accettare.
      • È rimasta l’ipotesi di un ritardo “superiore al biennio… per l’inizio dei lavori…”; nel caso, è previsto che il Comune possa rientrare in possesso della vecchia via Trieste. Riteniamo che si tratti di un’ipotesi ridicola perché via Trieste non sarà più collegata alla via Aurelia e quindi i cittadini di Vado a che scopo dovrebbero usarla? Arriverebbero solo sino ai cancelli del VIO e dovrebbero tornare indietro.
      • A nostro parere, per i ritardi già accumulati, il Sindaco avrebbe dovuto chiedere, a risarcimento, un’anticipazione dei lavori relativi a porticciolo e cantieristica, che sono progetti autonomi rispetto alla piattaforma e che rivestono un importante interesse collettivo per l’incremento dell’occupazione e per una migliore immagine della nostra città.

Purtroppo la Giunta, pur convenendo su questa proposta, ha ritenuto improponibile fare la richiesta ad A.P.

In Sintesi: dopo aver fatto fuoco e fiamme, il Sindaco si è accontentata di una lettera di A.P. che conterrebbe “rassicurazioni sufficienti” e “delucidazioni che si ritengono satisfattive”; invece abbiamo dimostrato che si tratta quasi esclusivamente di conferme di precedenti delibere/accordi.

Abbiamo chiesto di ricevere spiegazioni al più presto e di essere eventualmente smentiti.

Inoltre abbiamo chiesto che, trimestralmente, il Responsabile di Settore riferisca al Consiglio Comunale in merito all’avanzamento lavori. La richiesta è stata accolta.