Alcune puntualizzazioni sulla Questione della Rampa di via Ferraris a Vado Ligure

Leggendo “La Stampa” di oggi alle pagine di cronaca savonese abbiamo sentito il bisogno di fare alcune puntualizzazioni per aiutare meglio a comprendere quello di cui parla il giornalista Costantini, speriamo siano utili a chi le leggerà

l’articolo on line

  1. I lavori della rampa, sospesi per problemi tecnici e burocratici, oggi possono essere ripresi e completati perché la strada di scorrimento deve essere urgentemente adeguata alle nuove esigenze del traffico portuale. Tale adeguamento necessitava di una piccola zona dell’area di proprietà della ex Ferrero, che è stata ceduta in cambio dell’approvazione del progetto di recupero dell’intera area, fino a ieri fortemente avversato dall’Amministrazione perché non rispondente all’interesse pubblico. L’articolo lo descrive invece come una trasformazione positiva “con nuove strade, giardini, parchi e spazi commerciali”; cita inoltre il progetto del palasport, che però non ha alcuna relazione con gli spazi in questione.

Nessun cenno alle negatività.

  1. È bene ricordare che qualunque amministratore eredita problemi e opere in itinere dai precedenti; in questo caso però il problema è stato ereditato non da “nuovi amministratori” ma dagli stessi, che hanno governato per 16 anni sui 21 ricordati nell’articolo: un bel record.

 

RESOCONTO DELLA SERATA INFORMATIVA SULLA DISCARICA DEL BOSCACCIO

Resoconto della serata di  venerdì 4 settembre 2020!

I rifiuti non devono essere solo un affare per alcuni ma una responsabilità ed una risorsa collettiva

 

La serata informativa organizzata da Vivere Vado nei giardini della biblioteca civica di Vado sul previsto ampliamento della discarica del Boscaccio, ha visto una numerosa partecipazione di cittadini vadesi.

La serata – condotta da Franca Guelfi di Vivere Vado – ha visto la partecipazione degli Ingegneri di Desmos – Pacitti e Veggi – progettisti del suddetto ampliamento, di Roberto Cuneo per Italia Nostra e in rappresentanza anche del WWF e di Giovanni Daniele del Movimento Vivere Vado.

I progettisti hanno presentato nel dettaglio tecnico le modalità di realizzazione del previsto ampliamento al piede della discarica mentre Cuneo e Daniele hanno illustrato le osservazioni che le loro associazioni hanno presentato alla Regione Liguria nell’ambito del procedimento autorizzativo.

Ricordiamo che la notizia della richiesta di ampliamento presentata dai gestori è era arrivata a Vivere Vado in via informale pochi giorni dopo la rielezione del sindaco Giuliano; il quale, solo in seguito ad una interrogazione scritta del Gruppo consiliare Memoria e Futuro di cui Vivere Vado fa parte, si è affrettato a illustrare il progetto con il supporto dei progettisti sia ai capigruppo consiliari sia a un gruppo di abitanti delle zone più direttamente interessate: un incontro a invito personale!

Durante questo incontro il Sindaco aveva promesso di convocare un’assemblea pubblica in cui più diffusamente illustrare il progetto per discuterlo con la cittadinanza.

Tale assemblea a tutt’oggi non si è realizzata!

Per questo motivo Vivere Vado, cogliendo l’occasione delle osservazioni presentate in Regione, ha deciso di informare dettagliatamente la popolazione organizzando la serata di ieri.

Ancora intorno alle 23 il pubblico era presente numeroso e partecipe, sintomo di un bisogno di sapere e di discutere.

Ci sarà bisogno di sapere e di discutere, ci sarà bisogno di lottare per avere voce in capitolo e non lasciare carta bianca a chi preferisce muoversi nell’ombra.

Per inciso: il Comune, come da Regolamento, ha concesso lo spazio per l’iniziativa a pagamento… il diritto ad essere informati è diventato un lusso a Vado.

 

QUI TROVATE LE OSSERVAZIONI DI VIVERE VADO

Allegato 3 – Osservazioni VV ampliamento discarica boscaccio

ED UNA SINTESI DI QUELLE PRESENTATE DA ITALIA NOSTRA E DAL WWF

A Vado Ancora una discarica (sintesi osservazioni ITALIA NOSTRA E WWF)

Consiglio Comunale – 19 agosto 2020

Consiglio Comunale – 19 agosto 2020
Per ogni Consiglio Comunale motiviamo il nostro eventuale voto contrario a specifiche delibere.

 

Punto 2 all’Odg

Abbiamo espresso voto contrario, come già anticipato nel precedente Consiglio (vedi punto 3 Consiglio Comunale del 6/8/2020) perché l’assenso all’intervento è il prezzo che la Giunta deve pagare per ottenere le aree necessarie ai lavori di adeguamento della strada di scorrimento.

Il progetto, di per sé, non riveste carattere di interesse pubblico per più di una ragione.

  • A Vado non serve un nuovo centro commerciale.

L’area attigua a Bombardier dovrebbe conservare la sua destinazione produttiva. L’azienda, che opera in un settore in crescita, purtroppo è ancora in situazione critica: la recente presenza di Alstom potrebbe rilanciarla con un progetto di nuove produzioni, che assicurino nel tempo i livelli occupazionali.

Si è invece seguito l’esempio negativo dell’area OCV, sciupata per deposito container.

Il futuro insediamento commerciale è costituito da “tre grandi strutture di vendita al dettaglio”, che non prevede alcuna attività manifatturiera e che manca di un Piano commerciale: la Relazione si limita a dire che risponde “a nuove regole dell’economia e del mercato” e che “possiede tutte le caratteristiche per decollare positivamente attraverso un suo utilizzo che tenga conto degli orientamenti più moderni”: regole, caratteristiche e orientamenti che non vengono indicati.

È legittimo che il proprietario di un’area la voglia mettere a frutto, ma il mercato, già asfittico, sta vivendo un complesso processo di trasformazione, che va di pari passo con il mutamento degli stili di vita; e sul territorio savonese esistono già 3 centri commerciali che fanno fatica a sopravvivere. Aprirne uno nuovo toglie spazio agli altri perché il territorio, per morfologia e per numero di abitanti, ha un’oggettiva crescita limitata: il primo obiettivo dovrebbe essere quello di salvare l’esistente.

Diverso sarebbe il caso di una regia pubblica che avesse saputo attrarre investitori di qualità con l’arrivo di un grande brand, capace di fare da traino alle altre presenze commerciali. Ne fa fede il marchio DECATHLON, il solo che oggi tiene in piedi il Molo 8.44.

Certo l’apertura del nuovo insediamento non sarà tragica: il tessuto commerciale vadese saprà autonomamente riequilibrarsi con aggiustamenti in corso d’opera, ma resterà il segno di una politica miope, incapace di una programmazione a lungo termine, agita con il contributo di professionisti, operatori, associazioni di utenti.

Riguardo ai risvolti occupazionali, la Relazione si limita ad affermare che il centro “genererà un rilevante incremento di occupazione stimabile per difetto in 250 circa posti di lavoro destinati ai settori terziari e … rivolti in particolare alle donne”. Si tratta di un numero non credibile, perché non supportato da alcun dato.

  • A Vado non servono due nuovi palazzi.

Basti citare l’esempio delle recenti edificazioni di via Cadorna e di piazza Mathon.

  • A Vado servono maggiori investimenti sulla Valletta.

Gli oneri di urbanizzazione sono stati destinati alla nuova Scuola Media, e il progetto non si è curato di valorizzare il quartiere, che è stato sbrigativamente etichettato come “comparto caratterizzato da scarsa qualità ambientale e paesaggistica”. Non si è saputo vedere la sua valenza storica, che è fortemente identitaria, tutta concentrata nel tipico steccone di case operaie, costruite tra gli anni 10 e 20 del secolo scorso: 11 palazzine a schiera edificate lungo il rio Valletta, che testimoniano quella che è stata la Vado industriale, tra la Michallet e la Oscar Sinigaglia.

Superato il dopoguerra, quando era chiamata “Corea” come succedeva un po’ dappertutto in Italia ai quartieri degradati, negli anni ’60 gli si è affiancato – insieme alla Centrale – il nuovo quartiere dei Griffi, e oggi l’aspetto è decisamente migliorato: restiling delle facciate, recenti interventi di rifacimento dei marciapiedi con qualche arredo urbano. Inoltre si è vista la ripresa di parecchi esercizi commerciali.

Certo esistono ancora locali vuoti, certo si è lontani da un’attrattività paesaggistica, ma il nuovo progetto aiuterà in questo senso? A nostro parere si giustappone all’esistente senza integrarvisi e senza saper costituire una nuova centralità aggregativa; un’area abbandonata riprenderà vita con qualcosa di nuovo ma nuovo non è sinonimo di bello né di corretto dal punto di vista urbanistico e ambientale.

L’unico elemento di miglioramento della vivibilità è rappresentato da “una corte al centro della quale è prevista una arena / piazza pubblica”: una gradinata in un’area verde a raso. A nostro parere non serve al quartiere: diventerà uno spazio da usare, forse, una volta l’anno per iniziative specifiche; si vedano gli esempi negativi dell’arena dei giardini Colombo usata solo il 25 aprile e il 4 novembre e quella di via Rossini a Porto Vado, desolatamente abbandonata.

La necessità, più volte rilevata nella Relazione, di un filtro di protezione per le case di via Ferraris, non è soddisfatta né dal filare di alberi sullo spartitraffico né dall’altezza della gradinata.

La nostra proposta, senza ulteriore cemento e senza consumo di suolo, è quella di realizzare un’area ad alta valenza naturalistica, magari realizzata con dune a diversi livelli, a compensazione ecologica dell’aumento del traffico e del cemento; una barriera vegetale fonoassorbente a mitigazione dell’inquinamento acustico e a schermatura della spianata dei parcheggi a servizio della piattaforma commerciale, tutti purtroppo di superficie e non sotterranei.

In sintesi il progetto non risponde alle necessità di Vado e agli obiettivi fatti propri fino a ieri da questa Giunta.

CAMBIAMO! SI’ … MA IL SINDACO!

Chi glielo dice all’ANPI, ai cittadini di Vado?

Chi glielo dice all’ANPI, ai cittadini di Vado così legati alla Resistenza – che tanto ha inciso nella storia della comunità vadese – che il sindaco della città vota la lista di Toti -Vaccarezza sempre in prima fila nelle commemorazioni dei militi della Repubblica di Salò responsabili di ferocia con il falso alibi della neutralità dei morti?
Del resto lo sapevano, lo sapevamo già: la Giuliano ha completato (per il momento…) la sua parabola che l’ha portata dai DS all’abbraccio con TOTI, Vaccarezza e la destra più becera e razzista che ormai dilaga in Italia, non c’è molto da dire al proposito.

La lista del nuovo riferimento politico della Giuliano è “CAMBIAMO!” nel caso vadese va declinato in “Cambiamo Sindaco … presto!”